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TESTIMONIANZA DI HELMUT HELLING - EX PASTORE
PENTECOSTALE
Conformemente
alla dottrina pentecostale sul battesimo dello Spirito
Santo, per anni avevo pregato perché anch'io lo
ricevessi. Spesso avevo anche digiunato e finalmente
l'ho ricevuto.
Nel 1960 divenni pastore di una chiesa pentecostale.
Durante il mio ministero feci ripetutamente l'esperienza
di effusioni di potenza e di un senso di grande gioia,
che a volte non ero capace di sopportare senza perdere i
sensi. Tali fenomeni vengono comunemente chiamati
estasi. Oltre a ricevere visioni ho posseduto tutti i
doni.
Quando però più tardi cominciai ad accorgermi che la
dottrina base di questo movimento non è biblica, caddi
in una profonda crisi di fede. Io pregai: "Signore Gesù,
tu hai detto: 'Chi è quel padre fra di voi che, se il
figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli
chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Se voi,
dunque, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto
più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro
che glielo chiedono!' (Lc 11:11-13). Io ti avevo chiesto
lo Spirito Santo, il battesimo con lo Spirito Santo e
col fuoco. E tu cosa mi hai dato? Un falso spirito! Sei
più cattivo di un padre terreno che, come tu stesso hai
detto, non dà una pietra se il figlio gli chiede un
pane?"
Ma poi tacqui e dissi a me stesso: È assurdo! Io credo
in Dio. Egli è buono e può dare solo cose buone. La mia
situazione forse dipende da una cattiva conoscenza della
Scrittura. E allora pregai: "Signore, dammi la risposta
tramite la tua Parola!"
Mi misi a rileggere tutti i passi relativi allo Spirito
Santo, che io ben conoscevo, e arrivai a 1. Co 12:13
"Infatti noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un
unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e
Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati
di un solo Spirito".
In quel momento mi furono letteralmente aperti gli occhi
della conoscenza e riconobbi il fatale inganno di cui
ero stato vittima. Prima di diventare un pentecostale io
ero un figlio di Dio, membro del corpo di Cristo. Lo
sapevo. Orbene in quel passo sta scritto che si è
battezzati da un unico Spirito per formare un unico
corpo. Per me non c'è dubbio che si tratta dello Spirito
Santo e del corpo di Cristo. Allora ogni membro del
corpo di Cristo è battezzato dallo Spirito Santo. Dunque
io ero stato battezzato dallo Spirito Santo ancor prima
che mi mettessi a pregare per ricevere tale battesimo!
Avevo supplicato: "Signore, battezzami di Spirito
Santo!", mentre la Parola dice: "Tu sei già stato
battezzato con lo Spirito Santo". Io avevo prestato più
fede ai falsi maestri che alla Parola di Dio. Avevo
pianto, digiunato e pregato per anni: "Signore,
battezzami col tuo Spirito, come hai già fatto con gli
altri, affinché ti possa meglio pia-cere e servire".
Avevo quindi ricevuto - non il battesimo con lo Spirito
Santo ma un battesimo con spiriti - come molto più tardi
dovetti riconoscere.
Dal momento
che io avevo pregato trascurando l'insegnamento della
Parola di Dio, il Signore aveva permesso che il nemico,
per così dire, esaudisse la mia preghiera. Se dunque
erano stati gli spiriti cattivi a darmi quelle
esperienze col così detto battesimo di Spirito Santo, ne
veniva di conseguenza che anche i doni da me ricevuti
non venivano da Dio. Questo vale naturalmente anche per
tutti i cristiani che hanno fatto esperienze analoghe e
ricevuto doni sulla base della dottrina, che pone il
battesimo con lo Spirito Santo in un secondo tempo dopo
la conversione.
Da notare che, quando avevo parlato per la prima volta
in lingue, mi erano già sorti i primi dubbi. Ugualmente
quando avevo profetizzato, sebbene avessi pronunziato
delle profezie che si erano letteralmente avverate.
Nella Bibbia (1. Ti 4:2) si parla di falsi maestri
"segnati di un marchio nella propria coscienza". Io
vorrei aggiungere: ogni possessore di falsi doni porta
un marchio nella propria coscienza! Lo Spirito Santo è
Spirito di verità; pertanto fa parte della sua essenza e
della sua missione mettere in guardia e guidare i figli
di Dio quando spiriti ingannatori li trascinano
nell'errore, sia con false dottrine che attraverso
speciali rivelazioni ed esperienze. Ora, quando non si
fa conto dei suoi avvertimenti si ottiene un indurimento
della propria coscienza e si finisce col credere sempre
più alla menzogna, in un processo di piena
identificazione col proprio dono. A questo punto la
messa in dubbio del dono viene considerata come un
attacco alla propria persona e come un peccato contro lo
Spirito Santo. Temo che si debba dire proprio questo
di moltissimi credenti "dotati di potenza".
Ho detto che
mi vennero dei dubbi quando parlai la prima volta in
lingue. Mi recai allora da un fratello perché lo
provasse. Ci inginocchiammo, pregammo e lui le
interpretò. Poi mi assicurò della loro autenticità. Io
chiesi ancora: "Signore Gesù, dammi anche il dono di
interpretarle". Ricevetti facilmente anche questo dono.
Lo stesso accadde per la profezia.
Si parla spesso di umiltà, anche fra i pentecostali. Ma
c'è un grande senso di orgoglio quando si afferma:
"Questo dice il Signore ... Il Signore mi ha rivelato
.... ". È davvero entusiasmante poter parlare e
profetizzare in altre lingue. In 1.Co 14:4 sta scritto:
"Chi parla in altra lingua edifica se stesso". Io posso
affermare di averlo spesso esperimentato. Quando a volte
avevo il cuore pieno di amarezza e mi mettevo a parlare
in lingue l'amarezza scompariva. Solo molto più tardi io
compresi. Io pregavo in lingue sempre quando avevo
problemi con la dottrina e con le usanze pentecostali,
quando sentivo un senso di ribellione e sentivo che
qualcosa non andava bene. Allora il falso spirito mi
annebbiava a tal punto il mio cervello da farmi
abbandonare tutte le mie giuste considerazioni.
Il parlare in
lingue mi accompagnò sino alla fine in quel processo di
liberazione, che mi costò anni di durissima lotta. Col
passare del tempo avevo compreso che i doni di profezia,
le rivelazioni, le vi-sioni e l'interpretazione, sia in
me che negli altri, non venivano da Dio. Alla fine
riflettendo su 1. Co 13:8, mi resi conto che anche le
lingue fanno parte dei doni che sono cessati, perché non
più necessari. Mi piegai allora umilmente sotto la
Parola di Dio e non volli più parlare in lingue.
Nondimeno, a volte sentivo un forte impulso, quasi una
costrizione a farlo, sentendo nel fisico come se
qualcuno tentasse perfino di soffocarmi perché mi
rifiutavo. Dovetti tuttavia riconoscere che non poteva
trattarsi dello Spirito Santo, poiché Egli non usa mai
fare violenza. Rileggendo i capitoli 12, 13 e 14 di 1.
Corinzi compresi che quanto ivi è detto riguardo al
parlare in lingue ed al profetizzare è cosa ormai
adempiuta, dal momento che ora abbiamo la Bibbia, che è
la completa rivelazione di Dio.
Mi umiliai allora profondamente dinanzi a Dio per non
aver creduto alla sua Parola, per aver aperto il mio
cuore a false dottrine e a spiriti ingannatori. Me ne
sciolsi nel nome di Gesù e ne diedi comunicazione alla
chiesa.
Ora posso sperimentare in maniera sempre più profonda
che nel Signore Gesù e nella sua Parola abbiamo
pienamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere e
per avere una condotta degna come figli di Dio.
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