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Come si diventa pastori?
Nelle chiese libere, (cioè in quelle che non fanno parte di
nessuna denominazione, ad esempio ADI o altro), si diventa pastori perchè si
dice (io direi si crede) di aver ricevuto questa chiamata da Dio, non c'è una
nomina particolare, in genere si raccolgono dei credenti che vedono in questa
persona una guida, un pastore per l'appunto, e si forma una comunità. Frequenti
sono pure i casi di gruppi di persone che si distaccano da una comunità
esistente, in genere per divergenze di opinioni dottrinali, e si riuniscono a
formare una nuova comunità, in questi casi c'è sempre una persona che riveste
più autorità delle altre, e diviene il pastore.
Per quanto riguarda le chiese che fanno parte
di associazioni, io parto come esempio sempre le ADI perchè sono quelle che
conosco, credo che li ci sia una specie di controllo sull'attività dei pastori,
nel senso che se una comunità fa parte di una denominazione, ne deve seguire i
lineamenti dottrinali, e per diventare pastori bisogna avere l'approvazione da
chi è preposto, io so che esiste per esempio un consiglio delle ADI, il
presidente è Francesco Toppi, so che loro possono anche decidere se lo ritengono
opportuno la destituzione di un pastore, lo potete capire leggendo questo
stralcio tratto dalla biografia di un ex pastore adi che per diversità di vedute
dottrinali fu estromesso:
"I membri dei vari organi delle Assemblee di Dio in Italia,
i quali per ben ventidue anni avevano comportato cristianamente, per affetto
fraterno e profondo rispetto verso il suo ministerio, le sue personali opinioni
ecclesiologiche, dinanzi a questa pubblicazione di aperta sfida nei confronti
delle ADI di cui era stato uno dei promotori, sostenitori e membri fondatori,
ritennero di non poter rimanere indifferenti ed il Consiglio Generale si riunì
in seduta plenaria con tutti i membri dei Comitati di Zona. In quella sede
furono presentate due proposte, una del Consiglio Generale che era quella di
attuare la sanzione disciplinare della sospensione temporanea dall'attività del
ministerio fino alla prossima Assemblea Generale che si sarebbe tenuta a breve
scadenza e dove il caso sarebbe stato ampiamente trattato e l'altra presentata
da alcuni Comitati di Zona, quella cioè di immediata esclusione dal Ruolo
Generale dei Ministeri, proprio in conseguenza della netta posizione assunta. La
decisione fu dolorosa, ma quest'ultima proposta fu approvata a stragrande
maggioranza e così Roberto Bracco si trovò escluso dalle ADI. C'è però
da rimarcare un'altra cosa che si evince da questa biografia, e cioè l'elezione
di un pastore, che assomiglia molto a una elezione politica e pochissimo ad una
scelta di Dio.”
Nel 1960 Roberto Bracco si dimise da pastore della Comunità
. Le ragioni furono le seguenti. C'erano state le votazioni per il pastore nella
comunità e il fratello Roberto Bracco, allora pastore, aveva ricevuto l'87 per
cento dei voti, mentre Luigi Arcangeli, allora vice pastore, aveva ricevuto il
restante 13 per cento dei voti. L'esito di questa votazione, nonostante fosse
stato favorevole a Roberto Bracco, non soddisfò il medesimo il quale riteneva
che per potere continuare ad essere il pastore della comunità avrebbe dovuto
ricevere il 100 per cento dei voti,
Quindi come vedete l'elezione di un pastore è una cosa
molto poco spirituale e, tanto tanto terrena! Una votazione dove giocano
molto sicuramente, simpatie e antipatie, dove sta l'elezione divina proprio non
lo so.
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